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Cardiovascolare
Intro
L'ipertensione, con le sue conseguenze, è ancora la prima causa di morte al mondo. Nonostante la vasta gamma di terapie disponibili, circa il 70% dei pazienti ipertesi non riesce a raggiungere i valori pressori raccomandati e ha bisogno di due o più farmaci per ottenere un adeguato controllo della pressione. I valori di pressione arteriosa considerati normali - o comunque non associati a un incremento di rischio cardiovascolare - sono stati modificati negli ultimi anni alla luce delle più recenti ricerche cliniche, e sono al di sotto di 90 mmHg per la pressione minima (diastolica) e 140 mmHg per la massima (sistolica). Se sono presenti altri fattori di rischio associati all'ipertensione (per esempio malattie renali o diabete), i livelli di pressione arteriosa ottimale scendono a 80 mmHg per la diastolica e a 130 mmHg per la sistolica.
Secondo stime dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS), l'ipertensione arteriosa in Italia colpisce in media il 33% degli uomini e il 31% delle donne (pressione arteriosa uguale o superiore a 140/90 mmHg, oppure in trattamento farmacologico specifico). Il 19% degli uomini e il 14% delle donne si trova in una condizione borderline.
Per quanto riguarda l'ipercolesterolemia, l'eccesso di colesterolo nel sangue che costituisce uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare, l'ISS stima che riguardi il 21% degli uomini e il 25% delle donne che hanno un valore della colesterolemia totale superiore a 190 mg/dL (oppure è sotto trattamento specifico). In generale, il valore del colesterolo totale deve essere al di sotto di 190mg/dl e quello del colesterolo LDL inferiore a 115 mg/dl. I pazienti che si trovano già in una condizione a rischio a causa del diabete o di malattie cardiovascolari dovrebbero mantenere il valore del colesterolo totale al di sotto di 175 mg/dl.

