
![]()
Immunologia e trapianti
Terapie
La ricerca sui trapianti e quella sulle malattie infettive presentano diversi punti di contatto e opportunità di sinergie, sia per quanto riguarda la messa a punto delle terapie attualmente disponibili (per esempio nell'ambito dei trapianti di fegato), sia, in prospettiva, per nuove cure.
La medicina dei trapianti è stata protagonista di sviluppi senza precedenti: nell'arco di due soli decenni i trapianti sono passati da una dimensione pionieristica a quella di terapia standard. Questi progressi sono ancora in corso, al punto che l'immunologia può essere considerata senz'altro una delle aree “di frontiera” della ricerca medica e farmacologica.
L'importanza del ruolo svolto da Novartis nell'evoluzione di quest'area terapeutica è incontestabile: il suo nome è infatti associato alla ciclosporina, l'immunosoppressore introdotto nel 1983 che, per primo, ha reso possibile il controllo della reazione di rigetto nei trapianti d'organo e del quale Novartis continua a esplorare le grandi potenzialità. La nuova formulazione in microemulsione ha consentito di migliorare sensibilmente il controllo delle reazioni immunitarie dopo il trapianto e offre un elevato profilo di tollerabilità.
La stessa ciclosporina, inoltre, è efficace anche nel trattamento di alcune malattie autoimmuni, cioè di quegli stati patologici nei quali l'organismo non riconosce più una parte del proprio corpo e lo attacca come se fosse altro da sé: è il caso della psoriasi, dell'artrite reumatoide, della sclerosi multipla, di alcune malattie infiammatorie intestinali. Si tratta di malattie gravi e che possono compromettere seriamente la qualità della vita dei pazienti che ne sono affetti. La ciclosporina (in particolare nella formulazione in microemulsione) offre promettenti opportunità terapeutiche nei confronti di queste malattie. Nella cura della psoriasi, per esempio, il farmaco dimostra un'efficacia considerevole. Il ruolo svolto dalla ricerca italiana è stato determinante per lo sviluppo di queste ultime indicazioni.
Oltre a quelle relative alla ciclosporina, sono molte, negli ultimi anni, le innovazioni prodotte dalla ricerca Novartis in campo immunologico. La prima è basiliximab, farmaco biotecnologico che, in associazione con la terapia standard, riduce in misura considerevole il rischio di rigetto acuto (ben 30% nel caso del trapianto di rene).
Due nuovi promettenti farmaci completano il portafoglio Novartis nell'area dei trapianti: si tratta del sodio micofenolato, indicato per il trapianto di rene, e di everolimus, un inibitore del segnale di proliferazione cellulare particolarmente atteso per il trapianto di rene e cuore, poiché si è dimostrato in grado di agire sulle principali cause che determinano il fenomeno del rigetto cronico.

