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Il Progetto Malaria Tigrai
Nel 2004 Novartis Italia ha lanciato il Progetto Tigrai, un'importante iniziativa per la difesa della salute nel mondo realizzata in collaborazione con l'allora Ministero della Salute (ora Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali), il Ministero della Salute dello stato etiopico del Tigrai, il Dipartimento di Medicina Preventiva dell'Ospedale San Gallicano di Roma, l'Organizzazione Mondiale della Sanità e l'Ospedale dermatologico italiano di Macallé, Tigrai.
Il progetto (il cui valore è di 525.000 dollari nell'arco di un biennio, dei quali 125.000 messi a disposizione dal Governo italiano e 400.000 da Novartis Italia) si è posto l'obiettivo di contrastare la diffusione della malaria nel Tigrai, vasta regione dell'Etiopia nella quale la malattia è endemica: è un rischio al quale è esposto ben il 56% dei 4,3 milioni di abitanti, con una mortalità infantile che in alcune aree raggiunge il 50%.
I risultati conseguiti nel biennio 2005-2007 sono stati analizzati e valutati attentamente e, recentemente, sono diventati oggetto di una pubblicazione dell'OMS. Il progetto ha coinvolto una popolazione di circa 200.000 persone, distribuite in numerosi villaggi rurali e si è proposto di valutare la fattibilità e l'efficacia di una gestione della malaria a livello comunitario nel ridurre l'impatto dell'infezione parassitaria in un distretto pilota del Tigrai. È consistito in un capillare programma di prevenzione, diagnosi precoce, cura e formazione che ha visto la partecipazione attiva delle popolazioni interessate. I 'community health workers' (CHW), operatori sanitari locali, sono stati il vero motore del progetto: a loro la responsabilità di diffondere le informazioni sulla malattia, di monitorare costantemente la sua espansione e progressione, di identificare direttamente nei villaggi i pazienti affetti da malaria e di trattarli con Coartem, associazione fissa a base di artemisinina e lumefantrina, uno dei farmaci antimalarici di riferimento.
Grazie al loro contributo sono stati raggiunti risultati significativi: il ricorso alle strutture sanitarie è diminuito di quasi il 60% e il tasso di mortalità da malaria si è ridotto del 40%. Inoltre, secondo i dati, si è verificata una riduzione di tre volte dell'indice di trasmissione della malattia, fattore determinante per prevenirne la diffusione.
Per la sua innovatività e l'approccio di partnership il progetto è stato insignito, nel 2007, del Sodalitas Social Award, prestigioso riconoscimento assegnato alle aziende maggiormente impegnate sul fronte della responsabilità sociale.
Nel 2008, il Progetto Malaria Tigrai di Novartis ha ricevuto una menzione speciale dalla GBC (Global Coalition on HIV/AIDS, Tuberculosis and Malaria), prestigiosa associazione internazionale che comprende oltre 220 grandi aziende unite nella lotta contro le malattie endemiche dei Paesi in via di sviluppo, come malaria, tubercolosi e HIV/AIDS. È un riconoscimento che viene assegnato ogni anno alle società che si distinguono per le iniziative e i progetti attuati nell'ambito di questa lotta.

